Poesia n. 52
PRESENTAZIONI
L'altro giorno me l'hai detto hai detto ciò che temevo.
Ritieni giunto il momento il momento di conoscere i tuoi.
Però io non penso che sia che sia ancora il caso.
Solo solo pochi mesi pochi mesi che stiamo insieme.
Ma tu hai insisitito hai insistito davvero tanto.
Mi hai pregato e scongiurato scongiurato fino a sera.
Per te sarebbe una grande una grande prova d'amore,
e non vorresti restare restare delusa da me.
Così alla fine mi devo mi devo rassegnare.
Mettere la cravatta e venire venire a cena da loro.
Affrontare una situazione tanto tanto imbarazzante.
Soprattutto perchè sai perchè sai cosa mi succcede,
quando devo fare una cosa una cosa a cui non sono pronto,
incomincio ad avere ad avere quel difetto,
perchè tanto lo sai lo sai che non posso farci niente,
se comincio se comincio se comincio a balbettare,
che figura che figura che figura ci faccio.
Poesia 51
MI HAI LASCIATO
Sei andata via.
Senza dirmi una parola,
senza lasciarmi un biglietto.
Mi ha lasciato
un vuoto dentro,
l'amaro in bocca,
una tristezza inconsolabile,
un dolore incommensurabile.
Mi hai lasciato
i capelli sul cuscino,
il profumo sull'asciugamano
lo champagne aperto,
il caviale avanzato.
E poi
mi hai lasciato
il conto della lavanderia,
il tapis roulant rotto,
la lavastoviglie incrostata,
il bancomat in rosso.
Ma soprattuttto
mi hai lasciato
un set arricciacapelli,
a me che sono calvo.
Poesia 49
SIAMO UNA COPPIA AFFIATATA
Siamo una coppia affiatata.
Quando usciamo insieme, so già dove vuoi andare,
e ti ci porto volentieri, perchè lì
ti sentirai bene.
Quando andiamo a letto, ti metti vicino a me
e ci scambiamo giochi e tenerezze,
come due bambini.
Quando andiamo dal dottore, tu vuoi
che io entri con te, e mentre ti visita
mi prendi la mano.
Quando andiamo al cinema, anche se a te non piace,
mi lasci guardare il film, e mi diverte
che ogni tanto sbadigli.
Quando andiamo dai miei, gli chiedo sempre
di prepararti il pranzetto speciale,
anche se si straniscono un po'.
Quando andiamo al mare, amiamo passeggiare
e fare il bagno, anzichè stare sul lettino
come due deficienti.
Sì, con te sono felice,
e non sai quanto vorrei essere così
anche con la mia fidanzata,
o mio cagnetto Johnny.
Due metri sotto il pelo
di Federica Moccio
seconda puntata
(continua dal post precedente)
Sì, era Jump. Lo chiamavano così tutti, tranne quelli che per qualche motivo volevano insultarlo o vendicarsi, e allora sui muri di via Tiburtina graffitavano il suo soprannome come si pronunciava, "Giamp". Lui odiava il suo nome, Giampiero Scannapieco, figlio di Antonio, il barbiere de Quarticciolo, e di Jolanda De Rossi, detta "Cerasola" perchè vendeva ciliegie al mercato di Subiaco.
Non poteva chiamarsi così uno come lui, un duro. Uno che era rispettato da tutti, temuto da molti, amato da pochi, fin dalle elementari; quando per 500 lire faceva su commissione furti di sigarette e chewing gum dal tabaccaio; o quando faceva salire le ragazzine degli altri sul suo motorino, con la falsa scusa che era l'unico col sedile omologato per due; o quando vinceva ogni volta le gare a chi rollava gli spinelli più velocemente. Certo non lo amavano presidi, maestri e professori, visto che faceva diventare le loro scuole famose per il numero di volte in cui comparivano nelle pagine di cronaca nera del Messaggero di Roma. Così, a furia di saltare giorni, settimane, mesi, anni di lezione, il giorno del suo sedicesimo compleanno, mentre in piena estate faceva il cameriere da un McDonald's di Dublino, decise di scegliersi come simbolo di vita e come nuovo nome The Jump, il Salto.
Vale l'aveva riconosciuto subito, ma all'inizio non voleva crederci. Prima di allora l'aveva visto da vicino solo due o tre volte:si ricordava bene di quando, un giorno che era in seconda media, alla sezione B del XVI circolo (lui ripeteva la terza per la seconda volta, in sezione H), all'uscita dalle lezioni le si strappò il laccetto di cuoio col ciondolo della sua amica del cuore Deborah. Lui passava lì vicino col motorino e la vide in lacrime: allora si staccò un pezzo di laccio delle Doctor Martens (che certo non aveva comprato, ma rubato a quei fighetti odiosi delle terza A durante l'ora di ginnastica) e glielo lanciò prima di sgassare e andare chissà dove...
prima puntata
Presto su questo blog
Due metri sotto il pelo
storia d'amore, violenza e tricologia scritta da
Federica Moccio
da non perdere !
Poesia 48
MENU
' Tripudio di ortaggi del Salento su letto di rucola genovese
in salsa all'aceto balsamico di Modena e scaglie di lardo di Colonnata.
Taglierino di salami di Mantova stracotti in barolo delle Langhe.
Passatelli al brodo di gallina del Cadore aromatizzato con mentuccia di Viterbo.
Zite di Sorrento al ragù di capra di Notaresco.
Polpette al macinato di Chianina avvolte in peperone di Rossano Calabro.
Formaggio di Pienza.
Crostata alle amarene di Vignola.
Amaro centerbe abruzzese.'
Che peccato, geografia dell'Italia non la studiavo mai.
Ora gli chiedo se hanno il couscous.
Poesia 47
ARROVELLO
Scrivo, rileggo, arrangio, rivedo.
' Straziante ritorno nell'entroterra ferrarese,
tra intrepidi ramarri in grisaglia
che sorridono a infermiere irroranti
il nettareo rabarbaro ravennate,
ripristinato all'originario ardore
con grani di rododendro arrovesciato
in roveri aromatici e marmi di carrara,
diradati da afrori di ribes more e mirtilli,
con arbusti d'edera che arridono all'aroma...'
D'un tratto s'inerpica orribile un erratico pensiero
Forse non potrò io arringare schiere di eruditi uditori
con la pregressa recensione culinaria,
vista la erre moscia che mi ritrovo.